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Partendo da Piazza De Ferrari si costeggia Palazzo ducale per arrivare in piazza Matteotti CHIESA DEL GESU’ (SANT’AMBROGIO): Chiamata anche Sant’Ambrogio, poiché fino al 645 fu sede episcopale del clero milanese, anche se fino ad allora era solo una semplice cappella. Diventò poi una grande chiesa quando nel XVI secolo la Compagnia del Gesù acquistò la zona circostante, ingrandendo quindi quella “cappella” con lavori che durarono ben 300 anni e che erano basati su un progetto di Rubens. Da
piazza Matteotti si scende per Salita Pollaioli, per arrivare in
piazza San Donato CHIESA DI SAN DONATO: Una lapide indica che la chiesa fu costruita nel 1109, epoca delle crociate, ma si pensa che possa avere anche origini più antiche; fu rifatta e ingrandita dopo la costruzione di Porta Soprana e infine inglobata nella zona difesa dagli attacchi dei saraceni. E’ una chiesa di cui i genovesi sono gelosi per quel suo campanile ottagonale molto particolare. Da piazza San Donato si sale per lo stradone di Sant’Agostino, si arriva in piazza Sarzano e si continua per via di Santa Croce fino alla piazza omonima della chiesa
CHIESA DI SANTA MARIA DI CASTELLO: Pare che fu edificata come primo tempio a Genova da un longobardo intorno al 658, in onore di Maria. Durante le invasioni dei saraceni fu ritenuta cattedrale della città, in quanto rimaneva protetta dalle mura ed era in posizione favorevolmente nascosta. Importanti sono le due iscrizioni anteriori al X secolo che portano testimonianza dei bottini riportati dalla Terra Santa e utilizzati nella costruzione della chiesa. Nel 1442 la chiesa passò ai Padri Domenicani, un’assegnazione del Papa malvista dall’arcivescovo. Si scende in piazza Cavour, proseguendo per via Turati e risalendo per via San Lorenzo si arriva nell’omonima piazza CHIESA DI SAN LORENZO: I genovesi iniziarono a venerare come santuario la stanza dove il martire S. Lorenzo aveva abitato quando passò da Genova accompagnando il pontefice S. Sisto nel suo viaggio dalla Spagna. La stanza fu poi trasformata in una piccola cappella, assumendo poco alla volta le proporzioni di una chiesa che venne poi scelta dai vescovi come cattedrale. Così inizia la storia del duomo di Genova e delle sue ricostruzioni e rifacimenti.
Scendendo per via di Scurreria si arriva in piazza Campetto da dove parte a destra il vico di San Matteo che porta all’omonima piazza. CHIESA DI SAN MATTEO: La costruzione della cappella gentilizia della famiglia dei Doria risale al 1125 ed è Martino il Doria che la fonda; il santo è Matteo che prima d’essere apostolo riscuoteva imposte. Nel 1278 fu riedificata partendo dalle fondamenta e contemporaneamente si organizzò anche la struttura della piazza con la costruzione dei palazzi adiacenti. Nel 1308 fu edificato il chiostro quadrangolare, e verso la metà del 500 Andrea Doria commissionò la ristrutturazione dell’interno secondo i nuovi gusti.
Ritornando in piazza Campetto si prosegue diritti attraverso un vicoletto per piazza delle Vigne. CHIESA DI SANTA MARIA DELLE VIGNE: Sorse nel V secolo nella zona occupata dalle “vigne del re”, ma divenne parrocchia solo dal 1147. Purtroppo della sua struttura romanica è rimasto ben poco a causa delle varie distruzioni e degli innumerevoli rifacimenti: il campanile, la muratura esterna, l’impianto del tetto e il chiostro. Ripartendo
da piazza Campetto, si sale per via dei Macelli di Soziglia,
all’altezza di Vico della Speranza si svolta a sinistra per
piazza della Maddalena CHIESA DI SANTA MARIA MADDALENA: La contrada cui ha attribuito il nome la chiesa è un’importante via di comunicazione tra i vicoli, una scorciatoia tra la porta dei Vacca e quella dell’Acquasola. Commenda prima, passò nel 1572 ai Teatini e poi ai Somaschi che la modificarono in due riprese: la prima ampliò la chiesa e capovolse l’ingresso dal ponente al levante ricavando un’unica navata; nella seconda modifica venne attuata una nuova ripartizione che prevedeva tre navate. La chiesa, poi, subì dei danni dal bombardamento navale francese del 1684 e anche durante l’ultima guerra. |